TERRA SANTA ... AVVENIRE DI PACE

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RIFLESSIONI DI RITORNO DA UN PELLEGRINAGGIO

Nazareth - Annunciazione

Nazareth – Nel mezzo di questa piccola cittadina collinare cresciuta disordinatamente, la basilica dell’Annunciazione si sviluppa in verticale, tutta circondata da case un po’ dimesse e da un bazar. Arriviamo dopo cena e sul sagrato ci uniamo alla preghiera che si svolge a turno, in diverse lingue. Poi dentro la basilica inferiore, compressa fra colonne e una cancellata, c’è una piccola nicchia scavata nella roccia. L’Annunciazione sarebbe quindi avvenuta in questo ambiente ristretto, dove due che dialogano sono obbligatoriamente molto vicini. Un ambiente modesto e riservato. Peraltro anche i due scavi risalenti al primo secolo che visitiamo rivelano case umili. L’Incarnazione è quindi avvenuta in un paese come tanti, dove Gesù ha vissuto e lavorato per molti anni assieme a gente modesta. E l’iconografia della nostra arte sacra italiana che ha influenzato il nostro immaginario, nonostante riconosciamo che non abbia valore storico, riaffiora alla ente in tutto il suo splendore di architetture e vesti eleganti; in contraddizione a ciò che vediamo qui a Nazareth.

La basilica inferiore ha un’architettura che può distrarre ma il percorso circolare attorno alla grotta dell’Annunciazione è funzionale alla preghiera e ritorniamo la sera successiva. E ripensando a chi è vissuto in quello che era un paesino, con una sola sorgente, dove tutto poteva essere vissuto in intimità, mi sembra di intuire un ulteriore aspetto di quel Dio con noi, Emmanuele. 

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